Cinema Lux – Programmazione


MORETTI DAYS

Martedì 21 Luglio
21.00 BIANCA
Mercoledì 22 Luglio
19.00 LA MESSA E’ FINITA

(RI)VEDERE BIANCA E LA MESSA È FINITA
Del profano e poi del sacro, del dolore e della (ricerca di) redenzione, del futuro e del passato: il sasso lanciato (Bianca) e la mano nascosta, con pudore (La messa è finita).

Superati da poco i trent’anni, Nanni Moretti realizza due opere definibili facilmente come complementari, rovesci di un’unica palese e ossessiva perlustrazione della morale (personale e ambigua, sempre), o perlomeno di una centratura dell’ego che, a debita distanza, ci appaiono non solo come semplicemente iconiche (facile, comodo, funzionante, effettivo da dire) ma come film capaci di rendere immortali e variegate determinate sensazioni senza nome, lì nel chiaroscuro di un sarcasmo dolceamaro che mette insieme autocompiacimento e riservatezza, comicità pura e paura.

Con Bianca, Nanni Moretti fa entrare maggiormente il pop nei suoi universi grotteschi e nel suo protagonista, con scenari che accompagnano schegge fulminee, apparentemente sconnesse, luminosissime quanto turbate e irrequiete. Eco amplificato di Sogni d’oro, grida maggiormente la necessità di un’invenzione da abitare, per quanto spigolosa, raccontando l’indecisione e l’idiosincrasia di quanto il desiderio di trovare un proprio posto nell’esistenza si ritrovi sempre a scontrarsi con la brutalità delle proprie posizioni etiche, sociali, sentimentali. Stravaganza oscillante, Bianca è la narrazione dello stridere continuo tra il ridicolo e il dolce, il kitsch e pop, l’accettare e il detestare, le macchie di thriller e i colori di Luciano Tovoli.

Senza autoindulgenza alcuna, stringe tra i denti di un personalissimo smarrimento – legato a un autore e a un preciso momento storico – che, proprio in questa sua unicità, rimbomba adesso come senza tempo.

E se pensiamo che la concretezza sovraccarica stimoli che abitiamo oggi inizia, per molti versi, proprio in quel periodo, eccoci sempre qui: a spiare le vite degli altri attraverso una siepe mentre goffamente proviamo a copiarli, al contempo disprezzando e amando, criticando nelle minuzie, per poi abbuffarci di musica a tutto volume e cioccolata. È questa la forza di Bianca, film fatto di acuminate frecce visive, verbali e musicali, tra apparenti divagazioni, facendo a pezzi il mondo senza pretendere di capirlo, ma provando a cucirsene un po’ addosso. Come esplodendo a furia di guardarsi dentro.

Se il Michele Apicella di Bianca va là fuori, nel mondo, guardando quindi al futuro, il don Giulio de La messa è finita torna a casa, verso quello che dovrebbe essere un luogo familiare e di pace. invece, tutto è sgretolato. Amori rotti, amici dispersi, percorsi estranei, frammenti di gioventù sparpagliati. Tutto è più sommesso, arrotondato, morbido. Abbondano le inquadrature di spalle. Ancora una volta, si tratta di provare ad afferrare le vite degli altri e, in qualche modo, volerle adattare alla propria visione. E se in Bianca tutto era lontano e “troppo avanti”, In La messa è finita è tutto ormai indietro. Ma è sempre spazio cinematografico per lo sberleffo e l’ironia, l’ondeggiare ballando tra un momento di quiete e uno di disperazione, accettando che il mondo va avanti e tutti esistono anche senza la nostra rabbia, la nostra attenzione, le nostre battute.




Cinema Lux Messina

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